La commedia dell’arte a Minorca con Manuel Pernazza e Alessia Luongo
17 Ott 2021 - Passeggiata d’artista

Prende il via questo mese la rassegna “Passeggiata d’artista” un modo diverso per conoscere gli artisti che ho fotografato e fotografo in varie circostanze…
Una chiacchierata informale mentre si cammina insieme, si scatta e ci si racconta. Apriamo quindi il “Sipario” con Alessia e Manuel, giovanissimi artisti che seguo da tempo e che portano nel mondo la vera Commedia dell’arte!
Alessia Luongo e Manuel Pernazza sono dei giovani artisti che girano da molti anni l’Italia con i loro spettacoli di commedia dell’arte con musica dal vivo; canovacci improvvisati per far rivivere la tradizione che portano avanti con immensa passione. Hanno ricevuto diversi premi e riconoscimenti e rappresentazioni in vari teatri e spazi culturali. Sono stati intervistati da Tg2, La Repubblica, DunworthFundation, il Corriere della Sera e Geo&Geo ha preparato un servizio sul loro progetto. Sono menzionati in una pubblicazione della Piemme-Mondadori e tanto altro. Il Museo delle Civiltà di Roma li ha definiti “corpo e archivio di un teatro popolare”. Ora la loro arte viaggia all’estero, presso Minorca, in Spagna per “LA GALATEA” il 6 e 7 novembre.
Qual è la vostra visione della commedia dell’arte? Cosa rende speciale la vostra compagnia?
La commedia dell’arte è un genere a cui siamo debitori noi italiani e non solo. E’ un genere teatrale che è terreno fertile per la fantasia e per riscoprirla bisogna necessariamente andarla a ripescare in epoche più antiche e in atmosfere più magiche e animalesche per ridare al teatro la poesia che spesso viene eliminata da un estremo naturalismo. La nostra compagnia si specializza in tale genere, ovvero analizziamo i suoi albori nel teatro rinascimentale e ne proseguiamo la sua evoluzione fino ad oggi, poiché è un linguaggio che attraversa le epoche per la sua straordinaria attualità. Siamo soprattutto cultori della commedia dell’arte campana, poiché abbiamo ereditato dai Maestri proprio i canovacci e i lazzi che venivano messi in scena per via esclusivamente orale dalle maschere appartenenti alla Campania, e in questo ci differenziamo da chiunque. Ma oltre questo siamo un “raccoglitore” che va dai balli di Sfessania fino alla contaminazione teatrale del discorso maschera in generale.
Perché mettere in scena la commedia dell’arte all’estero?
Il linguaggio delle maschere è universale. Il corpo esprime emozioni comprensibili a ogni lingua grazie all’universalità dell’oggetto maschera. La lingua usata spesso astratta o in grammelot riesce a evocare in un qualsiasi pubblico quella sinergia che fa dimenticare qual è la propria appartenenza e in tal maniera, si rende possibile la magia del teatro, dove il linguaggio comprensibile è quello artistico.
Che spettacolo andrete a rappresentare a Minorca?
Lo spettacolo che metteremo in scena racchiude tutte le espressioni di questa forma teatrale, partendo dal teatro di figura, alla musica antica eseguita con strumenti tipici di quelle epoche, fino al lazzo in maschera. Per queste repliche ci accompagneranno con preziosi strumenti proprio l’ensemble de La Galatea e noi daremo vita all’universo barocco e grottesco di lotte e intrighi. Fonderemo in linguaggio italiano o più specifico del dialetto napoletano allo spagnolo e anche con qualche altra incursione di linguaggi. Come da tradizione, verranno eseguite tarantelle e moresche di cui abbiamo testimonianza. Pulcinella e Colanfronio sono due amici che tentano in qualche modo di svoltare la propria esistenza ma con scarsi risultati. I giochi cambiano quando si presenta a loro una bella ma anche ricca ragazza: chi riuscirà a conquistarla? Chi l’amerà per davvero al di là della sua posizione sociale?
Quindi le vostre performaces appartengono a un teatro musicale?
I nostri spettacoli vivono di musica e sono essi stessi una musica continua, che si ripercuote nelle parole e in tutto ciò che concerne lo spettacolo. Ma la musica ha un ruolo di primaria importanza come anche la parte recitativa poiché questo genere teatrale vuole l’ausilio della musica e ne è il completamento: i commedianti erano sì attori ma anche musicisti, danzatori e cantanti. Le musiche vengono tutte eseguite rigorosamente dal vivo con strumenti tipici che vanno dal rinascimento quali il liuto, fino ad attraversare il barocco come la tiorba e attraversando la tradizione che è stata conservata dal popolo con la chitarra battente, tipico strumento del Sud Italia. Villanelle, frottole, tarantelle e moresche sono il repertorio al quale attingiamo, riscritte in maniera da evocare una realtà che sia al contempo colta e popolare ma con una filologia creativa e rispettosa della tradizione.
Oggi piace la commedia dell’arte?
Sì, ma non è totalmente compresa e soprattutto non apprezzata. Sicuramente il gusto del pubblico è mutato nel tempo; ci si è abituati a una risata più da cabaret o da intrattenimento mediatico. I nostri spettacoli hanno invece una radice popolare e un tipo di risata di pancia che è stata perduta o sottovalutata. Infatti coinvolge tutti e tutte le sfere sociali. Ma il primo impatto è che è vecchia, il pubblico ha paura di sentire una lezione di teatro oppure di assistere a una messa in scena che ha in sé un tipo di risata che non può comprendere perché magari legata a termini quali “ducato”. Noi abbiamo attualizzato alcune parole proprio per rendere la comprensione più facile, quindi l’uso della moneta euro. In realtà qualche volta l’ignoranza ha fatto sì che qualche direttore artistico ci rispondesse “E’ un teatro antico”, oppure “E’ inutile indossare una maschera oggi per fare teatro oggi”, questi commenti si rispondono da soli. La nostra lotta è proprio per diffondere la commedia e ricollocarla nel mondo oggi. Poi quando vengono a vedere i nostri spettacoli, ridono e dimenticano l’epoca… allora sono solo pregiudizi!? Il ridere si può collocare a un certo periodo storico?
Come pensate verrà accolta la vostra arte a Minorca?
Noi faremo in modo che venga accolta con entusiasmo e con una grande voglia sia di ridere, che di apprezzare una forma di arte che ha contaminato il teatro in tutto il mondo. E’ una grande emozione potersi esibire all’estero ed essere ambasciatori di un patrimonio fondamentale. Sarà un bellissimo scambio energetico tra culture e linguaggi diversi ma con un denominatore comune: la musica.
Allora buona fortuna Alessia e Manuel per questa nuova avventura in Spagna, di cui ricordiamo le date: 6 e 7 novembre per “LA GALATEA” festival di musica antica.

